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Analisi voto regionali Emilia 2020

L’analisi social sulle regionali: disoccupazione, asili nido e voto disgiunto le armi di Bonaccini

Lo scontro regionale nella fortezza rossa assume valore politico nazionale: lo scenario Twitter.

Sull’Emilia-Romagna ci si gioca palazzo Chigi

A poche ora dall’apertura delle urne elettorali in due importanti regioni d’Italia, è lo scontro tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni in Emilia-Romagna a tenere banco sui social e in particolare su Twitter.

Non è una notizia che le elezioni regionali abbiano assunto una valenza nazionale. Non sorprende dunque che un’eventuale sconfitta in una fortezza storica della sinistra italiana, potrebbe minare gli equilibri dell’attuale maggioranza di governo.

Nelle ultime 6 settimane abbiamo analizzato oltre 34mila Tweet 142mila retweet che presentano il nome dei 3 candidati per le amministrative 2020 in Emilia-Romagna. Volumi molto importanti se si tiene conto che, applicato lo stesso metodo di ricerca anche sui candidati in corsa per la regione Calabria, i volumi del trio Bonaccini-Borgonzoni-Benini sono stati circa 7 volte maggiori rispetto a tutti i candidati della regione calabrese.

Diversi gli spunti di riflessione emersi dalla classificazione di questi post tramite Intelligenza Artificiale, mirata a estrarre esplicite intenzioni di voto nei confronti dei due protagonisti, il governatore uscente Bonaccini del centrosinistra e la sfidante del centrodestra Borgonzoni.

Sebbene nel corso delle varie giornate rappresentate dalle barre del primo grafico, il candidato del centrosinistra (in rosso) sembri avere una leggera ma costante predominanza rispetto alla candidata del centrodestra (in verde), nella visualizzazione successiva, che rappresenta un aggregato su base settimanale, le cose cambiano leggermente.

In particolare, analizzando le variazioni percentuali di settimana in settimana, il candidato del centrosinistra sembra perdere gradualmente terreno in favore della leghista Lucia Borgonzoni e del seppur trascurabile candidato grillino Simone Benini.

Il candidato del centrosinistra ancora in vantaggio

Le armi a favore del presidente uscente, come il taglio delle indennità per i consiglieri, le proposte di intervento per le famiglie, la vicinanza con le Sardine e un’effettiva riduzione della disoccupazione, riecheggiano facilmente anche nelle nostre analisi.

Considerando infatti ciò che è accaduto su Twitter durante le ultime settimane di campagna elettorale se dovessimo attribuire voti per le manifestazioni di stima nei confronti dell’uno o dell’altro candidato, Stefano Bonaccini ha un buon margine di vantaggio.

Insight dell’ultima ora: il voto disgiunto

In Italia per le regionali, come in altri paesi (dove è più conosciuto come panachage split), alle urne gli elettori possono esprimere il voto disgiunto, una preferenza per il candidato presidente e per una lista non necessariamente di appartenenza del presidente scelto.

Il sistema, originariamente introdotto per dare maggiore rilevanza al singolo candidato che all’appartenenza politica, rappresenta anche una modalità per quei partiti che in assenza di un candidato forte possono ricercare rappresentanza nel consiglio. Molte infatti le manifestazioni di appartenenza a Bonaccini e i richiami al voto disgiunto da parte di sostenitori di fazioni diverse dal Partito Democratico.

Tweets su Bonaccini

Da un’ulteriore approfondimento sulla nostra analisi, infatti lo scenario del voto disgiunto acquista importanza man mano che ci si avvicina all’apertura delle urne, raccogliendo numerosi like e condivisioni provenienti da diverse forze politiche.

Lo stesso Bonaccini a “Sono le Venti” apriva alla possibilità di un voto disgiunto per tutti i sostenitori del Movimento 5 Stelle.

Il nostro contenuto non vuole essere un sondaggio, ci siamo limitati, come in altre occasioni, ad ascoltare e analizzare sentiment e tendenze nel conversato su fonti di dati pubbliche.

A cura di:

Massimo Fellini, Marco Mazza, Silvia Ciampa, Gaetano Masi, Cristina Addonizio, Andrea Zanotti.